incipit  di "Qualcuno sa perché"   (in preparazione)

 

 

 

Il locale sembrava sparare in faccia il profumo di gioventù mancata. Un profumo intenso che le pareva di non aver mai veramente percepito. Si guardò attorno. Le pareti erano tappezzate di una stoffa d'un verde scuro piuttosto demodé. A dare luminosità ci pensavano delle grandi fotografie in bianco e nero con immensi spazi bianchi messi lì di certo non per caso. I soggetti erano molto sensuali. Ogni gigantografia era sovrastata da uno spot che dirigeva il suo fascio di luce direttamente sul soffitto creando un gradevole effetto ragnatela.

Scese i quattro o cinque gradini che separavano l'entrata dal lungo salone. Qualcuno si voltò al suono dei suoi tacchi. I più continuarono, però, il loro cicaleccio leggero e composto. Anche la musica era diffusa in modo discreto da piccoli amplificatori disseminati un po' ovunque. Riconobbe subito la voce del cantante degli Spandau Ballet e si sentì, per un attimo, proiettata indietro nel tempo.

Si riscosse dai suoi pensieri sentendosi gli occhi addosso di un tizio niente male.

Cosa o chi stava cercando lì dentro? Se l'era chiesto per giorni prima di decidersi a dar seguito agli ammiccamenti che le erano balzati agli occhi dalle pagine web di uno dei tanti siti che affollano la rete. Promettevano incontri intriganti, spensieratezza, forse amore. Ne sentiva il bisogno. Un bisogno forte, impellente. Doveva dimenticare. Subito. Lì dentro, pensò, non sarebbe stata un commissario di polizia.

Aveva ottenuto qualche giorno di riposo dopo la conclusione di un caso rognoso per il quale era dovuta andare fino a Zurigo a scomodare la Kriminalpolizei della città. Un caso che, seppur risolto, le aveva lasciato un buco nello stomaco e una nausea da dilettanti. Doveva dimenticare. Fatti, personaggi, circostanze e epilogo in chiaroscuro. Non si sentiva bene per quel finale. Oltretutto l'omicidio era stato persino, per certi versi, premeditato. Certo, c'erano di mezzo i fumi dell'alcol, lo stordimento dei sensi e una non del tutto giustificata percezione della giustizia che l'aveva portata ad assumersi il compito di giudice supremo. Troppo per una semplice donna-commissario di provincia.

Per questo era uscita quella sera fasciata dal suo tubino preferito e con tacchi che non sarebbero di certo passati inosservati. I suoi trentotto anni erano esibiti con la disinvoltura di chi dice "Ehi, guarda che non sono una ragazzina!". Il trucco leggero era più che adeguato al taglio di capelli, corti e scalati, che portava ormai da tempo. Tolse dalla borsetta un accendino rosso pur sapendo di non poter accendere una delle sue lunghe sigarette. Se lo passò da una mano all'altra come fosse un talismano. Quando vide che il barista la stava osservando, lo rituffò tra i segreti della pochette nera. Accennò un sorriso appoggiandosi ad uno degli alti sgabelli del bancone.

- Sola? -

...

 

 

 

SINOSSI  di "Qualcuno sa perché"

 

Un incontro casuale tra un’affascinante commissario donna ed un brillante psicanalista in un locale particolare è la miccia che dà il via ad una vicenda che, pagina dopo pagina, si rivela sempre più intricata e complessa. Capitolo dopo capitolo (sono 50) tra i due nasce una storia non solo sentimentale, ma anche un intreccio di situazioni e di vicende che coinvolgono i due protagonisti a livello professionale e emozionale, una serie di avvenimenti che mettono in crisi due esistenze apparentemente consolidate dal tempo. I due, persone mature e ricche di esperienza, si trovano ad affrontare un destino che va ben al di là di quanto avevano immaginato all’inizio della loro storia comune. Le loro vite si rivelano sempre più unite in un groviglio di circostanze che l’autore, Giovanni Soldati, insegnante di Novazzano, costruisce con grande abilità. In un crescendo di tensioni, di rivelazioni, di silenzi, di verità, di menzogne e di reticenze questo giallo tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina. Un libro che piano piano svela anche una periferia dove pare che non succeda mai niente, ma che invece nasconde realtà fatte di solitudine, di violenza, di soprusi, malavita serpeggiante sotto una crosta di apparente banalità e routine. Vicende di persone che chiedono aiuto e giustizia e che corrono verso un finale a sorpresa, come nella miglior tradizione del genere. Un giallo che potrebbe diventare un film senza nessuna forzatura.

 

 

                                                                                   Giorgio Passera

                                                                                   Fontana Edizioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento:

2 maggio 2018

 

Creato da Matteo Soldati