da: "Il salto della lepre" Edizioni Dominioni  Como - 2016 (capitolo 18)

 

 

Diciotto

 

 

- Da noi non accadono spesso certi fatti ma faremo il possibile per trovare al più presto delle risposte. Certo, non mancheremo; arrivederci -

Quando la signora commissario entrò in ufficio l’agente in servizio stava già riattaccando.

- Giornalisti? -

- Già, cominciano il mattino presto. Io cerco di stare sul vago ma con la loro insistenza, a volte, è difficile mantenere la calma. Bisogna restare concentrati e soppesare bene le parole -

Adriana Veri lasciò la borsetta a terra vicino alla scrivania, si tolse il giaccone, che depositò con noncuranza su un plico di fogli, e si sedette davanti al suo computer.

- Per loro occorrono sempre nuove informazioni. – disse -  E se non ci sono pretendono che ce le inventiamo. Si comportano come gli uccellini appena nati che aspettano l’imbeccata dalla mamma e, appena la vedono arrivare in volo o fiutano qualcosa di commestibile, si mettono a stridere come ossessi -

Lo schermo si illuminò e in un attimo sul monitor apparvero una miriade di cartellette. Adriana si passò una mano sulla fronte. Non sapeva da che parte cominciare anche se, o forse proprio per questo, qualche dubbio si faceva strada sempre più insistente.

Chi avrebbe potuto volere la morte di Ian Angelini? Davvero era una persona tanto importante? E se si trattava di suicidio, come qualcuno aveva cominciato ad insinuare, perché una trasferta in auto fino a Zurigo?

Dopo un’ora di vuoto assoluto decise che era tempo di tentare di schiarirsi un po’ le idee. In fondo uno dei vantaggi di essere il capo era proprio di poter agire senza dover rendere conto a nessuno

Si rimise il giaccone, si riannodò il foulard, ripescò da terra la borsetta e si avviò verso la porta.

- Esco – disse semplicemente. Non c’era necessità di dare ulteriori spiegazioni. Giunta in strada si fermò, si rinserrò con un brivido nel suo giaccone e respirò a pieni polmoni. Una sigaretta non le avrebbe regalato uno stordimento di pari intensità. Decise di attraversare e di portarsi sul lato opposto, baciato da un tiepido sole. Appena arrivata oltre la rada alberatura si infilò gli occhiali scuri.

 

Nelle fredde mattinate di gennaio, quando il cielo è sereno, le lepri escono dalle loro tane e chiedono tepore al sole. Intanto annusano il mondo.

 

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Ultimo aggiornamento:

2 maggio 2018

 

Creato da Matteo Soldati